Domande Frequenti

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Le domande frequenti dei pazienti

Potresti considerare un consulto psicologico se stai attraversando un periodo di forte stress, ti senti bloccato, confuso, sopraffatto da emozioni o da situazioni ricorrenti che non riesci a gestire. Anche difficoltà nel sonno, cambiamenti nell’umore, calo della motivazione o problemi relazionali possono essere segnali. Chiedere aiuto non significa essere deboli, ma iniziare a prendersi cura di sé.

Non esiste una durata uguale per tutti. Alcuni percorsi sono brevi (qualche mese) e mirati a risolvere problematiche circoscritte, mentre altri possono richiedere più tempo, soprattutto in presenza di disturbi strutturati o quando l’obiettivo è un cambiamento profondo e duraturo. Dopo i primi colloqui, il terapeuta proporrà una direzione e una durata orientativa in base alle esigenze emerse.

 

  • Psicologo: laureato in psicologia, abilitato all'esercizio della professione, può fare consulenza, sostegno psicologico e valutazioni.

  • Psicoterapeuta: è uno psicologo o un medico che ha completato una specializzazione quadriennale in psicoterapia. Può condurre percorsi terapeutici approfonditi.

  • Psichiatra: è un medico specializzato in psichiatria. Si occupa della diagnosi e cura dei disturbi mentali, può prescrivere farmaci. In buona sostanza lo psichiatra, è un medico specializzato che diagnostica disturbi mentali e li tratta con i farmaci.

Il primo incontro serve a conoscersi: il terapeuta ascolta la tua storia, le motivazioni che ti hanno spinto a chiedere aiuto e le difficoltà che stai vivendo. Non è un “interrogatorio”, ma un momento di ascolto e accoglienza, in cui si inizia a costruire un’alleanza terapeutica. Alla fine del colloquio, si valutano insieme i possibili passi successivi, nel pieno rispetto dei tuoi tempi e della tua volontà.

Disturbi e tematiche trattate

Sì, ansia e attacchi di panico sono tra le problematiche più diffuse e al tempo stesso tra le più efficacemente trattabili con la psicoterapia. L’obiettivo non è solo ridurre i sintomi, ma comprendere le cause sottostanti, imparare a gestirli e prevenirli.

Ogni percorso viene personalizzato, con tecniche mirate per recuperare equilibrio e libertà nelle situazioni che oggi sembrano ingestibili.

In molti casi sì. La psicoterapia, soprattutto nei casi di depressione lieve o moderata, può portare a un miglioramento significativo anche senza l’uso di farmaci.

In altre situazioni, il lavoro integrato tra psicoterapeuta e psichiatra può essere utile per affrontare la sofferenza con maggiore efficacia.

La decisione viene sempre presa insieme, con attenzione, rispetto e senza forzature.

Assolutamente sì. I disturbi alimentari non riguardano solo il cibo, ma il rapporto con se stessi, con il corpo e con le emozioni.

Attraverso la psicoterapia è possibile esplorare le origini del disagio e iniziare un percorso di consapevolezza, accettazione e trasformazione.

È un cammino delicato, ma profondamente liberatorio, che può essere affrontato anche in collaborazione con altri professionisti (nutrizionisti, medici) se necessario.

Sì, la psicoterapia può aiutare a comprendere e superare difficoltà legate alla sfera sessuale, sia individuali che di coppia: calo del desiderio, ansia da prestazione, dolore, blocchi emotivi, insicurezze legate all’identità o all’orientamento.

In un contesto di assoluto rispetto e riservatezza, si lavora per ricostruire un rapporto più sereno con il proprio corpo, il piacere e l’intimità.

Sì, è assolutamente normale. Molte persone arrivano in terapia con un senso di disagio difficile da nominare: tristezza, ansia, confusione, vuoto, irritabilità… senza sapere esattamente cosa c’è che non va.

Il compito del terapeuta è proprio quello di aiutarti a dare un nome a ciò che senti, comprendere il senso del tuo malessere e accompagnarti nel processo di chiarificazione e trasformazione.

Modalità e strumenti terapeutici

Il lavoro terapeutico si fonda su un approccio integrato, centrato sulla persona. Questo significa che ogni percorso è costruito su misura, tenendo conto della storia, dei bisogni e delle risorse individuali.

Le tecniche derivano principalmente dalla terapia cognitivo-comportamentale (TCC), arricchita da contributi della psicoterapia breve, della mindfulness e della psicologia giuridica, quando necessario.

È un modo di intendere la terapia — e più in generale la relazione d’aiuto — che mette al centro il rispetto, la delicatezza e l’assenza di giudizio.

Non si tratta solo di tecniche, ma di un atteggiamento terapeutico che accoglie la persona per ciò che è, anche nei suoi lati più fragili o dolorosi.

La gentilezza, nella relazione terapeutica, è uno strumento potente di cambiamento e guarigione.

La TCC è un approccio molto concreto ed efficace, che aiuta a comprendere il legame tra pensieri, emozioni e comportamenti.

Si lavora per identificare schemi disfunzionali e sostituirli con modalità più funzionali di pensare e agire.

Vengono utilizzate tecniche pratiche, esercizi, e strumenti da applicare anche nella vita quotidiana, per ottenere cambiamenti reali e duraturi.

La terapia non è solo “parlare dei problemi”. Oltre al dialogo, si lavora con tecniche mirate — esercizi cognitivi, strategie comportamentali, tecniche di rilassamento, visualizzazioni, compiti tra una seduta e l’altra — sempre adattate alla persona e alla fase del percorso.

Ogni strumento è scelto con cura, in base a ciò che può davvero essere utile nel momento presente.

Ogni persona è unica, quindi anche il percorso terapeutico lo è. Non esiste un protocollo fisso valido per tutti.

Dopo i primi incontri di valutazione, viene costruito un piano condiviso, che può evolvere nel tempo in base agli obiettivi, ai cambiamenti e al ritmo personale.

Questo garantisce un lavoro rispettoso, autentico ed efficace.

Terapia online e accessibilità

Assolutamente sì. La terapia online è uno strumento efficace, comodo e sicuro, pensato per chi non può o preferisce non recarsi in studio.

Si svolge in videochiamata, in un ambiente protetto e riservato, con la stessa attenzione e cura di una seduta in presenza.

No, non è necessario scaricare programmi complessi. Le sedute avvengono su piattaforme semplici e intuitive come WhatsApp, Google Meet o Zoom.

Una volta fissato l’appuntamento, riceverai un link diretto per accedere alla sessione. Ti basteranno un dispositivo con webcam, una connessione stabile e un ambiente tranquillo.

Sì, numerosi studi confermano che la terapia online è efficace tanto quanto quella in presenza, soprattutto per disturbi d’ansia, depressione, difficoltà relazionali e crescita personale.

Ciò che conta è la qualità della relazione terapeutica e l’impegno reciproco, non il mezzo con cui ci si incontra.

Certamente. Seguiamo molte persone residenti all’estero che desiderano un supporto psicologico in lingua italiana.

La terapia online abbatte le distanze e offre continuità, anche a chi cambia spesso città o fuso orario. L’unico requisito è concordare un orario compatibile.

Sì, nei limiti del possibile. Comprendiamo quanto sia difficile, per chi lavora o ha famiglia, ritagliarsi del tempo.

Per questo sono disponibili alcuni slot serali e occasionalmente nel fine settimana. La flessibilità è parte integrante del nostro approccio orientato alla persona.

Aspetti pratici e organizzativi

Il costo della seduta può variare in base alla tipologia di intervento (individuale, di coppia o familiare) e alla durata dell'incontro.

È possibile richiedere un primo colloquio informativo per avere un’indicazione chiara e trasparente. In ogni caso, la tariffa è sempre comunicata con anticipo, senza sorprese.

Una seduta individuale ha solitamente una durata di 60 minuti. I percorsi di coppia o familiari possono estendersi leggermente (fino a 70 minuti) per permettere un ascolto più ampio e approfondito.

La durata viene comunque concordata in base alle esigenze del paziente.

Sì, è possibile disdire o spostare un appuntamento, purché venga comunicato con almeno 24 ore di anticipo. In caso contrario, la seduta potrebbe essere considerata effettuata, salvo imprevisti importanti.

Questo aiuta a rispettare il tempo di tutti e a garantire continuità nel percorso terapeutico.

Assolutamente sì. Tutti i dati personali e le informazioni condivise durante il percorso sono protetti dal segreto professionale e trattati nel pieno rispetto della normativa sulla privacy (GDPR).

La riservatezza è un pilastro fondamentale della relazione terapeutica.

Sì, in alcune situazioni è possibile condividere la seduta con un familiare o una persona di fiducia, soprattutto nei colloqui iniziali o nei percorsi di coppia/familiari.

Tuttavia, la scelta va sempre valutata insieme, per garantire che la presenza dell’altro sia realmente d’aiuto al percorso terapeutico.

Consulenza psicogiuridica

La consulenza psicoforense è un’attività che integra le competenze psicologiche con le esigenze del contesto giuridico.

Si tratta di una valutazione professionale richiesta in ambito civile, penale o minorile per fare chiarezza su aspetti psicologici rilevanti ai fini di un procedimento legale. Può essere richiesta dal giudice (CTU) o da una delle parti (CTP).

Lo psicologo può essere incaricato dal tribunale o da una parte coinvolta per offrire una valutazione tecnica su specifiche questioni: capacità genitoriali, danni psicologici, idoneità mentale, dinamiche familiari, e altro ancora.

Il suo compito è fornire una relazione obiettiva e basata su strumenti scientificamente validi, utile al giudice per assumere decisioni più consapevoli.

Sì. Se iscritto all’Albo e con una formazione adeguata in ambito forense, lo psicologo può rilasciare certificazioni e relazioni cliniche che hanno valore legale, ad esempio in ambito di separazioni conflittuali, cause di lavoro, richieste assicurative o procedimenti penali.

La valutazione del danno psichico è un’analisi approfondita delle conseguenze psicologiche riportate da una persona a seguito di un evento traumatico, come un incidente, una violenza o una situazione lavorativa stressante.

Serve a quantificare, in termini clinici e legali, il danno subito e può essere utile nei contenziosi civili o assicurativi.

In ambito giudiziario, la CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) viene nominata dal giudice, mentre la CTP (Consulenza Tecnica di Parte) può essere richiesta direttamente da una delle parti coinvolte nel processo.

Il Dr. Maurizio Capocchiano può assumere il ruolo di CTP nei procedimenti che coinvolgono aspetti psicologici, affiancando il proprio cliente con competenza, riservatezza e rigore professionale.

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